
Eutk.net
Recensione di “5th wave, endless”
Il disco è godibilissimo, fila liscio via che è un piacere, e secondo
me ha le potenzialità per piacere ad un pubblico a 360°, proprio
per la sua capacità di sapere creare strutture che non possono essere
ricomprese in un solo genere standardizzato, e che, oltretutto,
fanno della qualità compositiva un punto di forza. Questa è una
band veramente valida che farà felice ben più di un metallaro. Dategli
fiducia.

DNA Music
Recensione di “Hate For Free”
Non basterebbe l'innegabile,
incontestabile impatto a giustificare il ripetuto ascolto di questo "Hate for
Free": è, difatti, un lavoro che racchiude in un abito esplosivo un'idea ben
delineata e ben costruita. Metal-core, lontano dal nu-metal, accostabile
piuttosto a quei gruppi che hanno aperto nuove strade all'arrugginito metallo
dei tempi bui. Se a tutto ciò vi si aggiunge una registrazione eseguita da chi
questa idea la conosce bene e , con tutta probabilità, ne è totalmente complice,
ecco che ciò che ne esce è un buon prodotto.[…]La "Vacation House Records"
continua quindi a non sbagliare e a dare ampio spazio a band che sanno bene da
che parte andare, senza confusioni e senza emulazioni insensate e fuori luogo,
dando inoltre giusto spazio a chi, come i "Nosebleed Connection" appunto, sanno
riflettere ciò che sono in ambito live. Aspettiamo, dunque, il secondo capitolo
di questo Metal-core puro e senza compromessi, a dimostrazione che il tutto non
sia stato frutto di un temporaneo fenomeno, magari condito da qualche testo in
italiano.

© Heavy-Metal.it
Recensione di “Project: Delay”
Che piacere ascoltare demo come questo "Project: delay": un vero e proprio concentrato di genialità allo stato puro tutto gridato in faccia all'ascoltatore che, ignaro si appresta ad una prima analisi della proposta dei tre romani.
[…]Un
lavoro sorprendente che ha il pregio principale di non lasciare mai
indifferenti, grazie a soluzioni tanto originali quanto coinvolgenti. Spero che
la prossima volta che mi troverò a recensire una fatica dei TLW sarà per un full
lenght con un'etichetta seria... perchè nella mediocrità generale band come
questa possono fare soltanto del bene al metal e a chi le
supporta.

Rumore 162/163 - Luglio/Agosto 2005
Recensione di “Mr. Right Hand Man”
[…] Stavolta i
Babyruth decidono di registrare il loro disco presso il Sunlight Studio di Tomas
Skogsberg, produttore di fama internazionale, già al lavoro con Hellacopters,
Entombed, New Bomb Turks, Backyard Babies.[…] Non sono un frequentatore assiduo
di queste sonorità, ma devo riconoscere che i Babyruth hanno classe da vendere.
Senza dubbio, una delle realtà più interessanti del panorama hard rock nostrano.

portale DEFENDERS OF STEEL
Recensione di “Fuoco VS Terra”
Una battaglia fra gli
elementi più importanti in natura per determinare il predominio dell’uno
sull’altro? Beh, certo che a leggere la biografia che accompagna questo “Fuoco
vs Terra” dei laziali Last Mistake, sembra proprio che dovremmo avere a che fare
con una band veramente all’avanguardia, capace di condensare in un unico tessuto
sonoro, elementi provenienti da diverse estrazioni musicali come il power ed il
progressive metal[…] Concludo dicendo che, dopo i primi ascolti nei quali ero
totalmente scettico nei riguardi dei nostri, devo ammettere di essermi dovuto
ricredere e constatare con mano che, quanto affermato dai nostri nella loro
breve bio, era la sacrosanta verità, indi per cui, fossi in voi, ci farei un
pensierino...

testata
Recensione di “nome recensore ”
recensione

Eutk.net
Recensione di "In Memoria Temporis"
Ottimo secondo cd ufficiale per gli S.R.L., sestetto proveniente
da quel di Terni e già segnalatosi per i precedenti buoni
lavori Società Responsabilità Limitata
e lEP Requiescat in Pace. Con questo ultimo
In Memoria Temporis la band compie un netto salto
qualitativo, mettendosi nettamente in luce tramite le proprie
ritmiche serrate ed i tempi soffocanti esplicati dai sei brani,
tutti dediti ad un thrash cantato in italiano che non lascia concessioni
alla facile melodia ma che si basa sullottima struttura
dei brani, sul riffing-work delle chitarre e soprattutto sulla
voce abrasiva di Pietro che va a declamare dei testi che, essendo
scritti in lingua madre, risultano perfettamente adatti alla proposta
musicale, senza il pericolo di cadere nel ridicolo[...] Obbligatorio
un ascolto!

Disintegration.it
Live Report del concerto del 20 Maggio 2005 w/ Enemynside @
Oddlyshed (Caserta)
18 Novembre 2005 - Rock Cafè … gli Annihilationmancer sono una band
dalla tecnica davvero notevole e dalla presenza scenica incredibile,
peccato per la resa acustica del locale non all'altezza. Da evidenziare
l'ottima prestazione del frontman e del batterista veri old metallers.
Notevole tecnica vocale del chitarrista cantante che alterna ottimi
growl screamings a parti vocali pulite, pubblico partecipe ma non
numerosissimo, peccato perché vedrei tranquillamente gli Annihilationmancer
dividere il palco con grandi bands veterane. (INFERNAL CRUSADE EXTREME
METAL FORUM) 20 maggio 2005 "Concerto Oddlyshed - Caserta" (insieme
agli ENEMYNSIDE) Insieme alla band Romana gli Annihilationmancer,
formazione partenopea dedita ad un thrash tecnico che in pochi live
è riuscita a farsi apprezzare da una grossa fetta di pubblico grazie
alla loro abilità tecnica che si sposa perfettamente all'aggressività
del thrash metal di vecchio stampo.

BenzoWorld
Recensione di “Injection of Hate”
[…] Risulta evidente che lo
scopo della band è quello di uccidere senza fare prigionieri […] […]Centra
appieno i giusti suoni, andando a ripescare le lezioni impartite dai padri del
genere nei primi anni Novanta.[…]
TrueMetal
Recensione di “Injection of Hate”
[…]Meglio sgomberare il campo
da eventuali illusioni o equivoci: questo è death brutale e da ciò non vuole
distaccarsi, quindi al diavolo i trucchetti pseudo
innovativi.[…]

© Heavy-Metal.it
Recensione di “Constructed On Blood”
I Traumagain sono una
giovanissima band calabrese che, con questo "Constructed On Blood", sono sicuro
raccoglieranno buoni consensi tra gli appassionati del genere. Infatti raramente
ci si imbatte in band valide in un genere come il brutal che spesso accoglie
anche gruppi dal potenziale piuttosto discutibile. Il songwriting è tutto
sommato di buona fattura, e i velenosi riff di MikyDeath e Vein trovano nel
forsennato drumming di Andrea un ottimo complice in queste sette tracce di buon
livello tecnico.[…] In definitiva sono risultati una gradita sorpresa e, vista
la loro giovane eta', si puo' sperare che continuino su questa buona
strada.

MetalManiacs
Recensione di “Sores, blood & pus”
Prima esperienza in studio per la giovanissima band abruzzese
Bestial Devastation, che, attiva solo dall'aprile 2002, ama definire
il proprio sound altamente malato e distruttivo "Bestial
metal". E la definizione calza a pennello: cover artwork
ripugnante (a base di carne pelosa, garze e bisturi
), testi
splatter, attitudine rozza e animalesca e tanta, ma tanta violenza
esplicita e gratuita; il tutto tradotto in una proposta musicale
facilmente inquadrabile come gore-grind.[...]Nel complesso, piuttosto
riusciti i momenti rallentati e claustrofobici, che, dosati, ma
d'effetto, risultano maggiormente avvincenti delle più
scontate parti ultrafast. Sia chiaro comunque che i Bestial devastation
non aggiungono nulla di nuovo o di particolarmente rilevante alla
efferata lista di nomi di cui sopra, ma è evidente che
suonano con passione e convinzione, centrando discretamente l'obiettivo
con questa seminale registrazione, e lasciando presagire buone
speranze per un futuro più maturo e personale.

Shapeless
Recensione di “Astarete Syriaca”
Molte volte, forse troppe,
quando nel mio pacchettino dei promo trovo un qualcosa che riporti nella bio la
voce Prog Metal Band, inizio a preoccuparmi. Non capisco perchè in tanti pensino
che, se un pezzo dura tra i sette e gli otto minuti, ci sono due o tre
controtempi ed una tastiera, la band suoni automaticamente prog... Il prog è il
genio e la sregolatezza, il semplice che ben arrangiato diventa difficile, la
melodia che armonizzata si apre a mille interpretazioni!!! Perché ho scritto
questo? Semplice! Per presentarvi un gruppo che già dal nome è veramente "prog":
gli Astarte Syriaca. Sono giorni che li ascolto, ed ogni volta trovo una
sfumatura o un arrangiamento che mi fa venir voglia di ascoltare il loro ultimo
lavoro ancora una volta. […] basta rischiacciare "play" per rituffarsi tra le
note di questo CD, che possiede un unico difetto: dura poco, troppo poco!!!

Sensorium.it
Recensione di “Rosario Amico”
Con un'introduzione oscura e severa, fatta di sonorita' che
richiamano alla memoria soavi miraggi, si aprono i venticinque minuti di musica
di "Stronger, perfect", disco dei nostrani The Fifth Season. Suoni ispirati alle
distorsioni dreamtheateriane e alla verve sempreverde dei Pain Of Salvation si
avvicendano in uno stile, quello dei The Fifth Season, con delle proprie
peculiarita'. Si veda ad esempio l'utilizzo del flauto per evocare sognanti
atmosfere, o i preziosi arazzi dipinti dalle tastiere che fanno da sfondo a
intrecci strumentistici di prim'ordine.Altalenante il ritmo: trascinante e' ad
esempio la cavalcata contenuta nella prima traccia, "The First Sun"; parecchio
introspettiva e lenta nel suo incedere e' invece la seconda traccia, "The Thaw".
Da segnalare invece il terzo pezzo, "The Hatch", che si apre con un tono
marziale e che prosegue sprigionando la sua carica adrenalinica attraverso
evoluzioni musicali in linea col prog piu' classico; quindi, attraverso smodate
dosi di tecnicismo, attraverso assoli ben eseguiti, ma anche attraverso
quell'ingrediente segreto indefinibile che rende personale lo stile di una band.
Infine, il pezzo che chiude questo mini-album e' "The Marching Truth", un
concentrato di ritmiche stoppate e violenti riff sui quali si installa nel
finale, stridente, un breve fraseggio di flauto davvero apprezzabile, dopo il
quale il brano riprende il suo normale, incalzante, andazzo.Notevole anche il
lavoro svolto per l'artwork, colorato e intenso, che conquista l'occhio di chi
guarda. Una grafica tutto sommato semplice ma efficace, in ossequio al principio
che recita 'anche l'occhio vuole la sua parte'. Tornando al discorso musicale,
il tutto sospeso sulla precaria linea di confine che distingue il metal dal
rock. Una proposta valida che dimostra come in Italia sia forte il desiderio di
progressive, ci sia voglia di suonare musica di qualita' con classe, una voglia
sempre 'piu' forte' di suonare una musica 'perfetta'...

Eutek
Recensione di “Silent Tear”
Giovanissimi (il vocalist
Andrea è il più anziano, 21 anni, gli altri tutti 17 e 18), romani e già tutti
molto maturi e determinati, si presentano alla grande con 4 brani registrati
divinamente nei quali confluiscono senza mai predominare ed in modo alquanto
personale heavy, melodic, power e progressive metal senza mai tirare troppo in
ballo le influenze Dream Theater, Iron Maiden, Symphony X ecc... Grandiosa,
potente ed evocativa la voce di Andrea Valenti, puntuali ed impeccabili i riffs
della coppia Fabio Palazzola-Daniele Brusca, imponente ed incessante il lavoro
alle tastiere di Simone Allori, poderoso il drumming di Pierannunzio e sempre in
gran risalto il basso di Simone D'Andrea. Troppo riduttivo catalogarli in una
sola fascia del genere metal: i ragazzi ci sanno fare e sarebbero già pronti a
fare il grande salto per entrare in quell'olimpo di bands italiane come
Labirynth o DGM, ora non ci resta che sperare in un immediato interesse da parte
di qualche label. Complimenti, e continuate così.

www.concreteweb.be
Recensione di “The Cuckoo Clocks Of Hell”
[…]Beyond all their prime nihilism, Resurrecturis are actually a damn technical, genius, snappish and tight as fuck band.

http://www.metalwave.it
Recensione di “Metal Wave”
Che dire...questo disco rappresenta un discorso dove si fa
capire che alcune band nostrane non sono assolutamente da meno a gruppi made in
U.S.A.[…] A mio avviso questo disco è di buona fattura e spero di sentirli
presto in live per poter confermare il mio giudizio positivo.Un lavoro veramente
ben fatto anche se sicuramente ancora dovranno crescere come gruppo. Continuate
così ragazzi non vi fermate mai è il mio consiglio.

Eutk.net
Recensione di “Seizure of Rationality”
Tre i brani, di cui uno interamente strumentale, proposti dagli
Exiled On Earth in questo demo CD intitolato "Seizure Of
Rationality", un buon prodotto dalle diverse influenze che
ci presenta una band sufficientemente matura e dalle belle idee.
Andando con ordine, gli Exiled On Earth propongono un'interessantissima
miscela di heavy classico, power/thrash metal condito con la tecnica
e l'impronta techno/prog di mostri sacri quali Helstar o Watchtower,
combinando questi elementi in un sound decisamente articolato
e coinvolgente.[...]Un vero tributo al techno thrash che lascerà
davvero di stucco tutti gli amanti di certe frenetiche sonorità.
Un ultimo appunto alla registrazione, chiara e precisa, ma non
proprio efficace come ci si sarebbe potuti aspettare, di certo
sufficiente per mettere in buona luce i tre brani qui proposti
ma decisamente migliorabile in una futura realizzazione più
sostanziosa che a questo punto comincia a destare una certa curiosità.

2001 partecipano a enzimi (8 band selezionate su 1200) suonando prima dei Marlene Kuntz e inserendo un brano sulla compilation di enzimi. 2002 Nomination per miglior video indipendente al MEI di Faenza con il video "Incudine". 2005 album ufficiale "Human Indu[b]strial" per Subsound Records, pubblicato in germania e disponibile sul web in tutto il mondo.

Eutk.net
Recensione di “Promo 2k3”
Mi dispiace per voi cari lettori, ma il mini-cd che vado a presentare è una uscita esclusivamente promozionale, ancora non destinata alla vendita. Ma lo sarà prestissimo perchè la qualità espressa dai salernitani 3rd nelle nuove tracce, a due anni di distanza dall'esordio ufficiale "Highest Human Form" è davvero importante. Ascoltando queste quattro esecuzioni inedite e confrontandole con la pur buona 'demo-version' della già nota "Deviate Minds", qui ripresentata per l'occasione come 'bonus track', non si può non percepire la netta evoluzione compositiva che ha portato il combo campano ad un suono maggiormente levigato, ma non meno incisivo in cui vi è anche spazio per un maggiore impatto melodico, a tratti ipnotico.[…]Ecco cosa sono oggi i 3rd, una band matura, fuori dagli schemi del metal tradizionale e del 'metal' da classifica, pronta al grande salto.

Rock Hard
Recensione di “Michele Martini”
Un ascoltatore superficiale sarebbe pronto a bollare questo "Points of View" come l'ennesima proposta in campo nu-metal, lasciandosi fuorviare da un paio di campionamenti, qualche raro intermezzo di musica elettronica o da alcune scelte stilistiche piuttosto inclini alla melodia. Nulla di più sbagliato: i Convergence si rendono artefici di un sound potente ed avvolgnete, heavy metal moderno ed evoluto che va ben oltre le ingenuità e i limiti della (ormai esaurita) corrente "nu". Certo, la lezione dei Korn e di altri precursori è stata mandata a memoria, ma c'è indubbiamente dell'altro: tecnica, ispirazione ed una notevole cattiveria di fondo che caratterizza tutte le dieci traccie di quest'ottimo debutto, rendendo lo stile dei Convergence particolarmente incisivo ad efficace, ricco di elementi interessanti e dotato di un'intensità ed una personalità che costituiscono il pregio di poche tra le band attualmente in circolazione. Di fronte a canzoni come l'iniziale "Bleed", "Six Feet Under" o "Nothing Else" è assolutamente impossibile restare impassibili. E non rendersi conto di come troppo spesso si continui a guardare al amercato estero trascurando una scena italiana sempre più vivace: visto il risultato finale, non ci sarebbe proprio da obiettare (grazie anche ad una produzione ed un packaging ai limiti della professionalità) nel trovare "Points of View" sugli scaffali dei negozi accanto alle release dei gruppi più quotati ed altisonanti.

www.eutk.net
Recensione di “ViceCrown”
Dio, che mazzata!!! Quando ho letto nella biografia la frase di un dj americano "If you think Marduk is the best Extreme Black Metal Band around you're wrong, those Italians demons blast 'em off..." ero già pronto a farmi una risata con l'ascolto, ma "Vicecrown" mi ha spento subito nel migliore dei modi, con quella scarica di violenza che risponde al nome di "I Hate". Batteria veloce e potente, chitarre taglienti, una voce che più malata è difficile trovarne... i toscani Handful Of Hate si presentano con la più classica delle formazioni di metal estremo: batterista, chitarrista e cantante che nel frattempo si occupa anche di suonare il basso. Un trio compatto e ben motivato, spinto dalla voglia di dimostrare anche su disco l'incredibile verve che ha sempre contraddistinto le sue esibizioni live.[…]Un ottimo ritorno degli Handful Of Hate, e una sfida lanciata all'elite del metal estremo europeo.

Heavymetal.it
Recensione di “They Are As Us”
Quarto splendido full-length per questo interessantissimo ed italianissimo trio di amanti della musica estrema con una passione particolare per il Death metal di stampo melodico e/o Svedese e questo "They Are As Us" ne è la prova inconfutabile.I Rising Moon grazie ad un perfetto connubio di melodia, tecnica ed aggressività hanno senz'altro dato vita ad uno dei migliori dischi Death metal dell'anno.[...]Un album assolutamente da avere per ogni amante del genere; ancora più entusiasmante è sapere che musicalmente in ambito estremo l'Italia non si fa mettere i piedi in testa da nessuno tanto facilmente.Eccellente.

www.haternal.com
Recensione di “Omnes Eiura Deos”
Ritorno discografico anche per i molisani Sakahiter, band che con
il loro primo demo "Lex Sacrata" avevano dato un forte scossone
alla scena black italiana. Dopo vari cambi di line up, la band di
Campobasso torna alla carica con "Omnes Eiura Deos"[…]La produzione
è potente e grezza al punto giusto.[…]Spero che al più presto la
band rilasci un seguito più cospicuo, magari che qualche etichetta
si accorga delle enormi potenzialità della band molisana, perché
lasciare un gruppo del genere ancora senza contratto è un oltraggio
alla musica.
attivo dal 12/03/06